IL LABIRINTO: TRA STORIA, LEGGENDA E DIVERTIMENTO

immagine labirinto a computer

Festeggiamo insieme: il 6 Maggio è la Giornata Mondiale del Labirinto

Il 6 Maggio 2017 si festeggia la IX Giornata Mondiale del Labirinto: in questa occasione potrete percorrere una riproduzione fedele del Labirinto di Chartres a Parma. E’ possibile vivere l’esperienza prenotandosi a mezzo email a dedalove2013@gmail.com

L’ORIGINE DEL LABIRINTO

Con il termine “labirinto” si indica generalmente un’opera architettonica di pianta complicata al punto da rendere impossibile, o molto difficile, rintracciarne l’andamento e l’uscita. L’origine del nome labirinto non è certa. Secondo A. Evans, l’archeologo che scoprì l’antico palazzo di Cnosso, la parola greca ΛαβύρινϑοςLabyrinthos deriverebbe dal lidio labrys, l’ascia a due lame simbolo del potere reale a Creta.

Labirinto significherebbe quindi “palazzo dell’ascia a due lame“, cioè il palazzo del re Minosse a Cnosso, dalla pianta intricata al punto da dare origine alla leggenda.

Anticamente, il termine labirinto indicava sempre e soltanto un labirinto “unicursale” o “unidirezionale”, con una sola entrata e un unico vicolo cieco in fondo al percorso, di forma quadrata o più spesso circolare: questo tipo di labirinto è conosciuto come labirinto classico.

Il termine “labirinto” è oggi sinonimo di un tracciato o, metaforicamente, di una situazione dalle molte vie possibili.

Un percorso inestricabile di strade, bivi e vicoli ciechi si definisce anche dedalo (nozione di origine rinascimentale chiaramente ispirata alla figura del mitico Dedalo, il leggendario costruttore del labirinto di Cnosso).

IL LABIRINTO COME DIVERTIMENTO

Con il passare del tempo, i significati mistici e simbolici furono affiancati da intenti ludici e ricreativi e il labirinto divenne un passatempo che, a partire dal XVII secolo si diffuse in tutta Europa nella forma ancora oggi maggiormente conosciuta del labirinto di siepi.

Queste complesse opere di architettura del verde fungevano da ornamento nei parchi delle ville: al centro del labirinto (o dedalo) venivano collocati una fontana, una statua o un padiglione o, nei più complessi, una torretta per l’osservazione di coloro che si erano persi durante il gioco.

Le muraglie, in grado di suscitare inquietudine e far perdere l’orientamento, erano realizzate – grazie all’uso dell’arte topiaria – con siepi di sempreverdi come il bosso (Buxus sempervirens) o, in labirinti più grandi, create dentro i boschi.

I labirinti vegetali così realizzati sono strutture vive che necessitano di costanti attività di cura delle siepi e dei viali per garantire la salute delle piante, e di interventi di potatura per mantenerne la forma.

 

Nel tempo, alle siepi di sempreverdi si sono affiancate altre soluzioni; molti dei labirinti moderni sono stati realizzati, infatti, con piante erbacee o mais (i cosiddetti labirinti effimeri come il Labirinto di HORT, che durano il tempo di una stagione) o con bamboo, ma anche altri materiali si prestano per la creazione dei percorsi.


foto ingresso labirinto senigalliaLabirinto di Hort – Senigallia 2016

LABIRINTI LETTERARI

Simbolo di un lungo e difficile percorso che porta alla conoscenza di sé e allo sviluppo di una forza interiore, il tema del labirinto affascina da sempre storici, filosofi, psicanalisti e scrittori, suscitando innumerevoli interpretazioni.

Tra gli autori che nelle loro opere hanno diversamente affrontato questo tema, merita una citazione particolare Jorge Luis Borges (Buenos Aires, 1899 –, Ginevra, 1986) nella cui poetica il labirinto riveste un ruolo centrale e che ad esso ha dedicato diversi racconti e novelle.

BORGES E IL LABIRINTO

Nelle opere di Borges il labirinto rappresenta un’allegoria dell’imperscrutabilità del disegno divino che ha creato l’universo.

Il labirinto, per lo scrittore argentino, è “un edificio costruito per confondere gli uomini”, e la sua stessa architettura è funzionale a suscitare la confusione e lo stupore degli uomini. La tortuosità dei suoi percorsi rinvia simbolicamente all’insufficienza di uno sguardo meramente razionale sul reale che, sotto un’apparente regolarità, nasconde significati più complessi e profondi.

Nel 2011, in occasione dei 25 anni dalla morte dello scrittore, la Fondazione Cini di Venezia ha inaugurato un labirinto permanente dedicato a Jorge Luis Borges.


 

IL LABIRINTO DI HORT

Da anni la Soc. Coop HORT realizza labirinti, di mais, di paglia e di cartone. Una passione la nostra che nasce per creare un divertimento a basso impatto ambientale. Ogni anno, nei campi di mais, ideiamo un nuovo dedalo e il percorso visto dall’alto dà vita ad un meraviglioso disegno. Negli corso del tempo abbiamo dedicato labirinti alle città che ci hanno ospitato, raffigurando opere architettoniche o oggetti che le ricordassero. L’ultimo, quello 2016, nacque invece con l’obiettivo di supportare la grande campagna “Bike the Nobel”, promossa dalla trasmissione radiofonica Caterpillar per portare la bicicletta al Premio Nobel per la Pace. E quest’anno? Che cosa disegneremo nel mais?

Vi aspettiamo a Senigallia, per una stagione di divertimento e eventi per tutti. Da Luglio a Settembre. Festeggeremo in ritardo la Giornata Mondiale del Labirinto

Che forma avrà quest’anno l’intricato dedalo di percorsi? punto di domanda con labirinto

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